Pitagora è uno dei rari pensatori antichi il cui nome è noto a tutti, eppure quasi nulla di ciò che gli viene attribuito può essere verificato con certezza. Non scrisse libri, o comunque nessuno ne è sopravvissuto. Le biografie più dettagliate, quelle di Diogene Laerzio, Porfirio e Giamblico, furono composte molti secoli dopo la sua morte e mescolano notizie storiche e racconti edificanti. Proprio questa distanza rende la sua figura interessante per la storia dell'esoterismo: Pitagora divenne presto il modello del sapiente che unisce conoscenza, disciplina di vita e cura dell'anima.
Da Samo alla Magna Grecia
Le fonti concordano su alcuni punti essenziali. Pitagora nacque a Samo, isola dell'Egeo orientale, nel VI secolo a.C. In età matura lasciò la patria, all'epoca governata dal tiranno Policrate, e si stabilì a Crotone, nell'odierna Calabria, una delle più prospere colonie greche dell'Italia meridionale.
A Crotone fondò una comunità che non era soltanto una scuola filosofica, ma un gruppo di persone che condividevano regole di vita, pratiche religiose e un forte legame reciproco. L'influenza del gruppo si estese alla politica della città e di altre colonie della Magna Grecia.
La vita pitagorica
Ciò che colpiva i contemporanei era il bios pythagorikos, il modo di vivere dei pitagorici. Le tradizioni antiche ricordano:
- un periodo di silenzio e di ascolto per i nuovi membri;
- la condivisione dei beni all'interno della comunità;
- prescrizioni alimentari, tra cui la celebre astensione dalle fave e, secondo alcune fonti, da certi tipi di carne;
- esami di coscienza serali, in cui ci si chiedeva che cosa si fosse fatto di buono e di sbagliato durante il giorno;
- l'uso della musica per armonizzare l'animo.
Molte regole circolavano sotto forma di akousmata, brevi precetti da ascoltare e osservare, spesso enigmatici, come "non attizzare il fuoco con il coltello". Già nell'antichità se ne davano interpretazioni morali o simboliche.
Acusmatici e matematici
Le fonti tardive descrivono una divisione interna tra acusmatici, che custodivano i precetti e le pratiche tramandate, e matematici, che sviluppavano lo studio razionale del numero e dell'armonia. Al di là dei dettagli, questa distinzione suggerisce che il pitagorismo conteneva fin dall'inizio due anime: una religiosa e rituale, l'altra speculativa e scientifica.
L'espressione "lo ha detto lui", autòs épha, poi tradotta in latino come ipse dixit, indicava il rispetto assoluto per l'insegnamento del maestro.
La trasmigrazione dell'anima
Il tratto dottrinale più sicuro è la credenza nella trasmigrazione delle anime, la metempsicosi. Il poeta Senofane, contemporaneo di Pitagora, racconta in tono satirico che il filosofo, vedendo picchiare un cucciolo, avrebbe chiesto di smettere perché aveva riconosciuto nel suo guaito la voce di un amico defunto. Al di là dell'ironia, la testimonianza conferma che l'idea era già associata a lui.
L'anima, in questa visione, è immortale e passa attraverso diverse esistenze. La disciplina di vita serviva a purificarla, e il rispetto per gli animali derivava anche dalla parentela tra tutti gli esseri viventi.
Numero e armonia
La tradizione attribuisce ai pitagorici la scoperta che gli intervalli musicali fondamentali corrispondono a rapporti numerici semplici: l'ottava a 2:1, la quinta a 3:2, la quarta a 4:3. Da qui nacque la convinzione che il numero fosse il principio dell'ordine del cosmo, e che lo stesso universo producesse un'armonia, la "musica delle sfere".
Il primo pitagorico di cui possediamo frammenti scritti è Filolao di Crotone, vissuto nel V secolo a.C. Più tardi Archita di Taranto, matematico e uomo politico, fu una figura di riferimento e intrattenne rapporti con Platone, che nel Timeo e in altri dialoghi mostra di conoscere bene le idee pitagoriche.
Crisi e diaspora
L'influenza politica della comunità suscitò ostilità. Le fonti narrano una rivolta a Crotone, guidata da un certo Cilone, durante la quale i pitagorici furono assaliti. Pitagora si sarebbe trasferito a Metaponto, dove secondo la tradizione morì. Nel corso del V secolo altri episodi di violenza dispersero i gruppi pitagorici, che però sopravvissero in diverse città.
Un'eredità lunga
In età ellenistica e romana nacque il neopitagorismo, che fece di Pitagora un saggio quasi divino. Figure come Apollonio di Tiana si richiamarono a lui. I neoplatonici, in particolare Giamblico, ne scrissero la vita come modello di esistenza filosofica.
Per lo Studio Esoterico Cornelio, Pitagora rappresenta un'idea precisa e ancora attuale: il sapere spirituale non è separabile dal modo in cui si vive ogni giorno. Il silenzio, la misura, l'esame di sé e l'attenzione all'armonia sono pratiche concrete, non semplici concetti.
In sintesi
- Pitagora, nato a Samo nel VI secolo a.C., fondò a Crotone una comunità di vita, studio e pratica religiosa.
- I pitagorici seguivano regole precise: silenzio, beni comuni, prescrizioni alimentari ed esame di coscienza.
- La dottrina più attestata è la trasmigrazione dell'anima; lo studio dei rapporti numerici nella musica fondò l'idea di un cosmo armonico.
- Il pitagorismo sopravvisse alla crisi politica e influenzò Platone, il neopitagorismo e il neoplatonismo.