📜 Storia dell'esoterismo

Esoterismo italiano del Novecento: Kremmerz, Reghini, Ur

Le correnti esoteriche italiane del primo Novecento: Kremmerz e la Fratellanza di Myriam, Reghini e il pitagorismo, le riviste romane Ur e Krur.

Quando si parla di esoterismo moderno si pensa spesso all'Inghilterra della Golden Dawn o alla Francia di Papus. L'Italia, tuttavia, ebbe tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento una scena esoterica originale e vivace, con figure, gruppi e riviste che rivendicavano una tradizione propria, legata all'ermetismo, al pitagorismo e alla cultura del Mediterraneo. Conoscerla aiuta a capire molte delle correnti che si sono sviluppate nel nostro paese fino a oggi.

Napoli e la tradizione ermetica

Napoli occupa un posto speciale in questa storia. Già nel Settecento il principe Raimondo di Sangro di San Severo, celebre per la sua cappella e i suoi esperimenti, era stato al centro di leggende sull'alchimia e sulla massoneria. Nell'Ottocento si diffuse in ambienti napoletani l'idea di una "scuola egizia" o di una tradizione ermetica italica, trasmessa in segreto da maestro a discepolo. È difficile verificare storicamente queste filiazioni, ma la loro esistenza come narrazione è importante: dava all'esoterismo italiano un'identità distinta da quella anglosassone e francese.

Giuliano Kremmerz e la Fratellanza di Myriam

La figura più rappresentativa di questo ambiente è Giuliano Kremmerz, pseudonimo di Ciro Formisano, nato nel 1861 a Portici, vicino a Napoli, e morto nel 1930 a Beausoleil, in Francia. Formisano si formò negli ambienti culturali napoletani e unì l'attività di scrittore e pubblicista a quella di guida di gruppi di studio.

Alla fine dell'Ottocento iniziò a pubblicare scritti di "scienza dei Magi", in particolare nella rivista Il Mondo Secreto, e fondò la Fratellanza Terapeutico-Magica di Myriam. Il nome indicava lo scopo dichiarato: praticare una forma di aiuto spirituale a distanza, attraverso catene di persone unite nell'intenzione. La Fratellanza aveva una struttura a gradi e una disciplina interiore che comprendeva purificazione, concentrazione e sviluppo della volontà.

Kremmerz insisteva su alcuni punti:

  • la magia è una scienza sperimentale dell'anima, da praticare con prudenza e gradualità;
  • l'insegnamento autentico è trasmesso in modo riservato e non si riduce ai libri;
  • l'eredità ermetica italiana ha radici antiche e una specificità propria.

Le sue opere, tra cui La scienza dei Magi, raccolta dei suoi scritti in più volumi, sono ancora oggi molto lette nell'ambiente esoterico italiano.

Arturo Reghini e la via pitagorica

Un percorso diverso fu quello di Arturo Reghini (1878-1946), fiorentino, matematico, massone e studioso di tradizioni antiche. Reghini si interessò inizialmente alla teosofia e frequentò ambienti occultisti, ma sviluppò poi una visione propria, centrata sulla tradizione pitagorica e sulla Roma antica, che considerava la vera eredità spirituale italiana.

Fondò e diresse riviste come Atanòr, nel 1924, e Ignis, in cui pubblicò saggi di erudizione notevole sul simbolismo, sulla matematica sacra e sulla massoneria. Fu tra i promotori del concetto di una "tradizione italica" pagana, distinta e in parte contrapposta al cattolicesimo. Pubblicò anche studi sui numeri pitagorici, in cui univa interessi matematici e speculativi.

Il Gruppo di Ur

Tra il 1927 e il 1929 un gruppo di studiosi e praticanti pubblicò a Roma una rivista mensile intitolata Ur, poi Krur nel suo ultimo anno. I collaboratori firmavano per lo più con pseudonimi. Ne facevano parte o vi contribuirono, tra gli altri, Reghini nella fase iniziale, Julius Evola, figura in seguito molto discussa per le sue posizioni politiche, e diversi esponenti della corrente kremmerziana.

Il programma del gruppo era originale: non costruire un nuovo sistema teorico, ma offrire testi pratici, esperienze di meditazione e di concentrazione, commenti a testi tradizionali, traduzioni di fonti ermetiche, tantriche e buddhiste. Lo scopo dichiarato era la realizzazione interiore, il passaggio da una conoscenza teorica a un'esperienza diretta. I fascicoli furono poi raccolti in volumi con il titolo Introduzione alla magia.

Il gruppo ebbe vita breve anche per contrasti interni, in particolare tra Reghini ed Evola.

La teosofia e altre correnti

Accanto a queste figure, l'Italia conobbe una diffusione significativa della Società Teosofica, con una presenza importante a Roma all'inizio del Novecento, e successivamente dell'antroposofia di Rudolf Steiner. Molti artisti e intellettuali italiani del tempo frequentarono questi ambienti, mostrando quanto l'interesse per lo spirituale attraversasse la cultura del paese.

Il clima cambiò con il regime fascista, che nel 1925 approvò una legge sulle associazioni che colpì la massoneria, e con le condizioni politiche degli anni successivi, che resero più difficile l'attività di molti gruppi.

Un patrimonio da studiare

Per lo Studio Esoterico Cornelio questa stagione dell'esoterismo italiano merita attenzione perché mostra un tentativo serio di radicare la ricerca spirituale nella storia e nel paesaggio culturale mediterraneo, senza limitarsi a importare modelli stranieri. Va studiata con spirito critico, distinguendo l'insegnamento spirituale dalle scelte politiche di alcuni protagonisti.

In sintesi

  • Napoli fu un centro importante della tradizione ermetica italiana tra Settecento e Ottocento.
  • Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano, 1861-1930) fondò la Fratellanza Terapeutico-Magica di Myriam.
  • Arturo Reghini (1878-1946) promosse una tradizione italica di impronta pitagorica e diresse riviste come Atanòr e Ignis.
  • Il Gruppo di Ur pubblicò tra il 1927 e il 1929 le riviste Ur e Krur, poi raccolte in Introduzione alla magia.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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