La parola greca gnosis significa "conoscenza". Nei primi secoli dell'era cristiana fu usata da diversi gruppi religiosi per indicare non un sapere intellettuale qualsiasi, ma una conoscenza salvifica: la scoperta, da parte dell'essere umano, della propria origine divina. Per molto tempo questi gruppi furono noti quasi soltanto attraverso le opere dei loro avversari. Una scoperta casuale avvenuta in Egitto nel 1945 ha cambiato radicalmente il quadro.
Conoscere attraverso gli avversari
Fino al Novecento le principali fonti sugli gnostici erano i trattati degli autori cristiani che li combattevano. Ireneo di Lione, verso il 180, scrisse un'ampia opera nota come Contro le eresie, in cui descrive e confuta numerose dottrine. Dopo di lui Ippolito di Roma ed Epifanio di Salamina proseguirono questo lavoro.
Queste opere sono preziose, ma vanno lette con cautela: presentano le idee degli avversari per demolirle, spesso semplificandole o accostandole in modo polemico. Esistevano anche alcuni manoscritti copti conservati in Europa, come il Codice Askew, che contiene la Pistis Sophia, e il Codice Bruce, ma erano pochi.
La scoperta del 1945
Nel dicembre 1945, nei pressi di Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, alcuni contadini trovarono una giara contenente codici di papiro rilegati in cuoio. Dopo vicende complesse di vendite e passaggi di mano, i codici giunsero in gran parte al Museo copto del Cairo.
Si tratta di dodici codici, più alcuni fogli di un tredicesimo, scritti in copto e databili al IV secolo, ma traduzioni di originali greci più antichi. Contengono una cinquantina di testi, tra cui:
- il Vangelo di Tommaso, raccolta di detti attribuiti a Gesù;
- il Vangelo di Verità, meditazione di ambiente valentiniano;
- l'Apocrifo di Giovanni, uno dei grandi racconti mitici gnostici;
- il Vangelo di Filippo, con riflessioni sui sacramenti;
- testi ermetici e perfino un frammento della Repubblica di Platone.
Per la prima volta gli studiosi poterono leggere questi movimenti con le loro parole.
I grandi temi del mito gnostico
Le dottrine gnostiche erano molto varie, ma molti testi condividono una struttura narrativa:
- al di sopra di tutto c'è un Dio sconosciuto e perfetto, circondato dal Pleroma, la "pienezza" delle entità divine chiamate Eoni;
- uno degli Eoni, spesso Sophia, la Sapienza, compie un atto che produce una frattura;
- da questa frattura nasce il Demiurgo, un artefice inferiore, talvolta chiamato Ialdabaoth, che crea il mondo materiale credendosi l'unico dio;
- nell'essere umano è rimasta però una scintilla della luce superiore;
- un rivelatore discende per risvegliare questa scintilla e ricondurla alla sua origine.
La salvezza, in questa prospettiva, non dipende tanto dalla fede o dalle opere quanto dal risveglio della consapevolezza.
Maestri e scuole
Tra le figure meglio documentate vi sono Basilide, attivo ad Alessandria nella prima metà del II secolo, e Valentino, egiziano di formazione alessandrina che insegnò a Roma verso la metà del secolo. La scuola valentiniana fu particolarmente raffinata e si divise in rami orientali e occidentali, con maestri come Tolomeo ed Eracleone.
Altri gruppi, detti dagli studiosi "setiani", attribuivano un ruolo centrale a Seth, terzo figlio di Adamo, come capostipite di una stirpe spirituale. Marcione, spesso associato agli gnostici, aveva invece una dottrina distinta, centrata sulla separazione tra il Dio dell'Antico Testamento e il Padre annunciato da Gesù.
Che cosa significa "gnosticismo"
Il termine "gnosticismo" è moderno, e gli studiosi discutono da decenni su come usarlo. Nel 1966 si tenne a Messina un colloquio internazionale sulle origini dello gnosticismo, che propose di distinguere tra la gnosi come atteggiamento generale, la conoscenza dei misteri divini riservata a un'élite, e lo gnosticismo come insieme di sistemi storici del II secolo. Più di recente alcuni ricercatori hanno suggerito di abbandonare del tutto la categoria, ritenendola troppo ampia.
Per lo Studio Esoterico Cornelio questa discussione è istruttiva: dietro un'etichetta unica si nascondono esperienze religiose molto diverse, che vanno studiate testo per testo.
L'eredità
Dopo il IV secolo i gruppi gnostici scomparvero o si trasformarono. Il manicheismo, fondato da Mani nel III secolo, condivise con loro alcune idee dualistiche, e nel Medioevo movimenti come i catari furono talvolta letti come loro eredi, anche se il collegamento storico diretto è discusso. Nel Novecento la gnosi ha attirato filosofi, psicologi e scrittori, e i testi di Nag Hammadi sono oggi tradotti in molte lingue.
In sintesi
- La gnosi era una conoscenza salvifica dell'origine divina dell'essere umano, diffusa in vari gruppi dei primi secoli.
- Fino al 1945 gli gnostici erano noti soprattutto attraverso i loro avversari, come Ireneo di Lione.
- I codici di Nag Hammadi, in copto, hanno restituito una cinquantina di testi originali.
- Il mito gnostico distingue un Dio sconosciuto da un Demiurgo creatore del mondo materiale.
- La categoria stessa di "gnosticismo" è oggi oggetto di dibattito tra gli studiosi.