I tarocchi sono spesso associati alla divinazione, ma prima ancora sono un grande libro di immagini. I ventidue arcani maggiori, in particolare, formano una sequenza di figure che racconta un percorso: dalla leggerezza del Matto alla completezza del Mondo. Leggerli in chiave simbolica significa guardarli come specchi dell'esperienza umana, non come sentenze sul futuro.
Un'origine italiana
Le prime carte dei tarocchi conosciute provengono dalle corti dell'Italia settentrionale del Quattrocento, dove venivano usate per un gioco di carte chiamato "trionfi". Alcuni mazzi dipinti a mano di quell'epoca, realizzati per famiglie nobili, sono conservati ancora oggi in musei e biblioteche.
Solo più tardi, nel Settecento, alcuni studiosi francesi proposero un'origine egizia delle carte, un'ipotesi priva di fondamento storico ma che contribuì a farle entrare nel mondo dell'esoterismo. Da allora i tarocchi sono diventati un sistema simbolico collegato ad alchimia, Qabbalah e tradizione ermetica.
Due mazzi hanno influenzato più di tutti la lettura moderna:
- i Tarocchi di Marsiglia, modello tradizionale diffuso in Francia dal Seicento in poi;
- il mazzo Rider-Waite-Smith, pubblicato in Inghilterra all'inizio del Novecento, con illustrazioni ricche di dettagli simbolici anche negli arcani minori.
Tra i due mazzi esiste una differenza nota: la Forza e la Giustizia hanno numeri scambiati, VIII e XI.
Il viaggio del Matto
Una delle letture simboliche più diffuse considera gli arcani maggiori come le tappe di un viaggio interiore. Il Matto, senza numero o con lo zero, è il viandante che attraversa tutte le altre carte. La sequenza viene spesso divisa in tre gruppi:
- dalla I alla VII: il mondo esterno, l'apprendimento, le figure di autorità, le prime scelte;
- dalla VIII alla XIV: il lavoro interiore, la prova, il sacrificio, l'equilibrio;
- dalla XV alla XXI: l'incontro con le forze profonde, la caduta delle illusioni, la rinascita e la completezza.
Il significato simbolico degli arcani
| N. | Arcano | Significato simbolico |
|---|---|---|
| 0 | Il Matto | inizio, libertà, fiducia, ingenuità |
| I | Il Bagatto (Mago) | volontà, abilità, potenziale |
| II | La Papessa | sapienza nascosta, silenzio, studio |
| III | L'Imperatrice | fecondità, creatività, natura |
| IV | L'Imperatore | ordine, struttura, autorità |
| V | Il Papa (Ierofante) | tradizione, insegnamento, ponte con il sacro |
| VI | Gli Amanti | scelta, unione, valori |
| VII | Il Carro | direzione, controllo delle forze opposte |
| VIII | La Forza (o Giustizia) | coraggio interiore, dominio dolce degli istinti |
| IX | L'Eremita | ricerca solitaria, luce interiore |
| X | La Ruota della Fortuna | cicli, cambiamento, ciò che non si controlla |
| XI | La Giustizia (o Forza) | equilibrio, verità, responsabilità |
| XII | L'Appeso | sacrificio, sospensione, cambio di prospettiva |
| XIII | L'arcano senza nome (Morte) | trasformazione, fine di un ciclo |
| XIV | La Temperanza | armonia, misura, alchimia degli opposti |
| XV | Il Diavolo | attaccamenti, ombra, legami che imprigionano |
| XVI | La Torre | crollo delle false strutture, rivelazione |
| XVII | Le Stelle | speranza, ispirazione, guarigione dell'anima |
| XVIII | La Luna | inconscio, sogno, paure, illusione |
| XIX | Il Sole | chiarezza, gioia, rinascita |
| XX | Il Giudizio | risveglio, chiamata, rinnovamento |
| XXI | Il Mondo | completezza, integrazione, compimento del viaggio |
Tre carte spesso fraintese
L'arcano XIII
Nei Tarocchi di Marsiglia la carta numero tredici spesso non porta un nome: mostra uno scheletro con la falce che miete un campo. È la carta che spaventa di più, ma il suo significato simbolico non è la morte fisica: è la fine necessaria di una fase perché ne cominci un'altra. Lo scheletro miete ciò che è maturo, e il campo tornerà a dare frutto.
Il Diavolo
Nella carta due piccole figure sono legate al piedistallo del Diavolo, ma in molte versioni la catena è larga abbastanza da poter essere sfilata. Il messaggio simbolico è chiaro: molti dei legami che ci imprigionano sono accettati, e possono essere sciolti.
La Torre
Un fulmine colpisce la cima di una torre e due figure precipitano. È il crollo di ciò che era stato costruito sull'orgoglio o sull'illusione. Doloroso, ma liberatorio: ciò che cade lascia spazio alla luce delle Stelle, la carta successiva.
Come usare gli arcani in chiave simbolica
Nell'insegnamento del Maestro Cornelio i tarocchi sono strumenti di riflessione. Una singola carta osservata con attenzione può aprire domande che la mente razionale da sola non si porrebbe.
Un esercizio semplice:
- scegli un arcano che ti colpisce, senza pescarlo a caso;
- osservalo per alcuni minuti notando colori, gesti, oggetti, direzione degli sguardi;
- chiediti in quale momento della tua vita ti trovi in quella stessa posizione;
- scrivi una frase che riassuma ciò che la carta ti suggerisce.
In sintesi
- I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come carte da gioco e diventano simboli esoterici più tardi.
- I ventidue arcani maggiori formano un percorso dal Matto al Mondo.
- Ogni arcano rappresenta una fase o una forza dell'esperienza umana.
- Carte temute come la tredicesima, il Diavolo e la Torre hanno significati di trasformazione e liberazione.
- La lettura simbolica usa le carte come specchi per la riflessione interiore.