Oltre ai solstizi e agli equinozi, il calendario tradizionale europeo conosceva altre quattro grandi soglie dell'anno, collocate a metà strada tra quei punti astronomici. Le fonti irlandesi medievali le chiamano Samhain, Imbolc, Beltane e Lughnasadh. Erano feste agricole e pastorali, legate al ritmo del bestiame, della semina e del raccolto, e molte delle loro usanze sono sopravvissute fino a oggi sotto altri nomi.
Feste "di mezzo" e segni fissi
Queste quattro feste cadono, con qualche oscillazione, all'inizio di novembre, febbraio, maggio e agosto. Se si guarda lo zodiaco tropicale, si nota un fatto interessante: corrispondono all'incirca al passaggio del Sole intorno alla metà dei quattro segni fissi.
| Festa | Data tradizionale | Posizione approssimativa del Sole |
|---|---|---|
| Samhain | 1 novembre | Metà dello Scorpione |
| Imbolc | 1 febbraio | Metà dell'Acquario |
| Beltane | 1 maggio | Metà del Toro |
| Lughnasadh | 1 agosto | Metà del Leone |
Se i segni cardinali aprono le stagioni, i segni fissi ne rappresentano il cuore, e queste feste celebrano proprio il momento in cui il carattere di ogni stagione è più pieno. Va ricordato che i Celti non usavano lo zodiaco: la corrispondenza è un'osservazione simbolica successiva, non una loro dottrina.
Samhain: la soglia del buio
Samhain segnava la fine della stagione luminosa e l'inizio di quella oscura. Le mandrie rientravano dai pascoli, si faceva il conto delle provviste per l'inverno. Era considerato un tempo in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si faceva più sottile.
La memoria di questa soglia sopravvive nella vigilia di Ognissanti, da cui deriva il nome Halloween, e nella Commemorazione dei defunti del 2 novembre. In molte regioni italiane si preparavano dolci per i morti e si lasciava la tavola apparecchiata per le anime in visita.
Imbolc: la luce che ritorna
Imbolc, all'inizio di febbraio, celebrava i primi segni del risveglio: le pecore che cominciavano a dare latte, le giornate visibilmente più lunghe. In Irlanda è legata a santa Brigida, figura in cui molti studiosi vedono la continuità con un'antica dea del fuoco e della poesia.
In Italia lo stesso periodo è segnato dalla Candelora, il 2 febbraio, festa della purificazione in cui si benedicono le candele. Un proverbio diffuso in molte varianti dice: "Per la Santa Candelora, se nevica o se plora, dell'inverno siamo fora; ma se è sole o solicello, siamo sempre a mezzo inverno". È un esempio perfetto di come una soglia stagionale sia diventata sapienza popolare.
Beltane: il fuoco della primavera
Beltane, il primo maggio, apriva la stagione luminosa. Si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra due falò come atto di protezione prima dell'estate al pascolo. Era una festa di fertilità, di unione e di gioia.
In molte zone d'Italia sopravvive il Calendimaggio, con canti di questua, alberi addobbati e celebrazioni della primavera, come quelle ancora vive in Toscana e in Umbria. L'albero di maggio, piantato in piazza e decorato, è un'immagine diffusa in tutta Europa.
Lughnasadh: il primo raccolto
Lughnasadh, il primo agosto, prende nome dal dio irlandese Lugh ed era la festa del primo raccolto di cereali. Si tenevano fiere, giochi e riunioni. Nel mondo anglosassone la stessa data divenne Lammas, dall'antico inglese hlaf-mæsse, "messa del pane", in cui si benediceva il pane fatto con il primo grano.
In Italia il pieno dell'estate è segnato dal Ferragosto, il cui nome deriva dalle Feriae Augusti istituite dall'imperatore Augusto e che la tradizione cristiana ha fatto coincidere con l'Assunzione di Maria il 15 agosto.
La ruota dell'anno
Nel Novecento alcuni movimenti spirituali hanno unito queste quattro feste ai solstizi e agli equinozi, creando una "ruota dell'anno" di otto celebrazioni. Si tratta di una sintesi moderna: nessuna cultura antica, per quanto sappiamo, celebrava tutte e otto le date in un unico sistema. La sintesi resta comunque utile come cornice per vivere il ritmo delle stagioni.
Come accostarsi oggi a queste feste
Nello Studio Esoterico Cornelio queste soglie vengono proposte come occasioni di consapevolezza stagionale, in dialogo con il calendario popolare italiano:
- a Samhain, un momento di memoria per i propri antenati;
- a Imbolc, una candela accesa e un proposito di rinnovamento;
- a Beltane, una passeggiata nella natura in fiore;
- a Lughnasadh, la gratitudine per i frutti del lavoro.
In sintesi
- Samhain, Imbolc, Beltane e Lughnasadh cadono a metà tra solstizi ed equinozi.
- Corrispondono all'incirca alla metà dei segni fissi, cuore delle stagioni.
- Le loro usanze sopravvivono in Ognissanti, Candelora, Calendimaggio e nelle feste d'agosto.
- La "ruota dell'anno" a otto feste è una sintesi moderna, non un calendario antico unitario.
- Queste soglie possono essere vissute come momenti di memoria, rinnovamento e gratitudine.