I pianeti non vivono isolati nel cielo: si "guardano" l'un l'altro. Gli antichi descrivevano gli aspetti proprio con il linguaggio della vista. Due pianeti in aspetto si vedono e possono collaborare o contrastarsi; due pianeti senza aspetto non si vedono e restano estranei. Gli aspetti sono quindi il modo in cui l'astrologia tradizionale descrive le relazioni tra le forze del tema.
I cinque aspetti tolemaici
La tradizione classica, codificata da Tolomeo nel Tetrabiblos, riconosce cinque relazioni principali, oggi dette aspetti tolemaici o maggiori.
| Aspetto | Distanza | Segni coinvolti | Natura tradizionale |
|---|---|---|---|
| Congiunzione | 0° | Stesso segno | Unione, dipende dai pianeti |
| Sestile | 60° | Due segni di distanza | Armonia lieve, opportunità |
| Quadratura | 90° | Tre segni di distanza | Tensione, attrito, sfida |
| Trigono | 120° | Quattro segni di distanza | Armonia piena, facilità |
| Opposizione | 180° | Sei segni di distanza | Polarità, confronto, separazione |
A rigore la congiunzione non era sempre considerata un aspetto vero e proprio, perché i due pianeti non si "guardano", ma si fondono: per questo la sua natura dipende interamente dai pianeti coinvolti.
La logica degli aspetti nei segni
Nell'astrologia ellenistica gli aspetti nascevano prima di tutto dal rapporto tra i segni, e solo in seguito dai gradi esatti. Questa logica spiega perché alcuni aspetti siano armoniosi e altri tesi.
- Il trigono unisce segni dello stesso elemento: Ariete e Leone sono entrambi di fuoco. Condividono la stessa sostanza, per questo si intendono.
- Il sestile unisce segni di elementi compatibili, fuoco con aria o terra con acqua, e dello stesso genere, maschile o femminile. Si sostengono, ma con meno forza.
- La quadratura unisce segni della stessa qualità ma di elementi incompatibili: l'Ariete, fuoco cardinale, e il Cancro, acqua cardinale. Hanno lo stesso ritmo ma natura opposta, e da qui nasce l'attrito.
- L'opposizione unisce segni complementari, dello stesso genere e della stessa qualità, posti l'uno di fronte all'altro: si attraggono e si contrastano come due poli.
I segni in avversione
Che cosa succede ai segni che distano uno, cinque, sette o undici posizioni, cioè a 30° o 150°? La tradizione li considerava in avversione: non si vedono. Un pianeta nel secondo segno rispetto a un altro, per esempio, non ha con lui alcun rapporto di sguardo. Questa idea è fondamentale per capire perché, nella tradizione, la sesta, l'ottava e la dodicesima casa fossero considerate difficili: insieme alla seconda, sono le case che non vedono l'ascendente. Gli aspetti di 30° e 150° vennero introdotti come aspetti minori soprattutto in epoca moderna, insieme ad altri proposti da Keplero.
Gli orbi
Un aspetto raramente è esatto al grado. La tradizione medievale e rinascimentale attribuiva a ogni pianeta un orbe, una sorta di raggio di luce entro il quale il suo aspetto si fa sentire. I luminari avevano gli orbi più ampi, i pianeti più piccoli orbi più stretti. In pratica, più due pianeti si avvicinano all'aspetto esatto, più la loro relazione è intensa.
Applicativi e separativi
Una distinzione essenziale riguarda il movimento.
- Un aspetto è applicativo quando il pianeta più veloce si sta avvicinando all'aspetto esatto: la relazione sta crescendo, l'evento simbolico deve ancora compiersi.
- È separativo quando il pianeta più veloce se ne sta allontanando: la relazione si sta sciogliendo, appartiene al passato.
Questa differenza è decisiva nell'astrologia oraria ed elettiva, e anche nel tema natale aiuta a capire se una dinamica è ancora in sviluppo.
Come leggere un aspetto
Per interpretare un aspetto non basta conoscerne il tipo. La tradizione suggerisce di considerare:
- la natura dei pianeti coinvolti: un trigono tra Saturno e Marte non è come un trigono tra Venere e Giove;
- la loro dignità: un pianeta forte esprime meglio anche gli aspetti tesi;
- la ricezione: due pianeti in quadratura che si ricevono possono collaborare nonostante l'attrito;
- le case coinvolte: gli aspetti mettono in comunicazione aree diverse della vita.
Aspetti difficili, non aspetti cattivi
Un tema senza quadrature né opposizioni sarebbe un tema senza tensione e, forse, senza spinta alla crescita. La quadratura obbliga a scegliere, l'opposizione a confrontarsi con l'altro. Nello Studio Esoterico Cornelio gli aspetti tesi vengono letti come luoghi di lavoro interiore, mentre quelli armoniosi come talenti da non dare per scontati: un trigono può anche diventare pigrizia, se non viene coltivato.
In sintesi
- Gli aspetti descrivono come i pianeti si "guardano" e si relazionano.
- I cinque aspetti tolemaici sono congiunzione, sestile, quadratura, trigono e opposizione.
- La loro natura deriva dal rapporto tra elementi e qualità dei segni.
- I segni a 30° e 150° erano in avversione, cioè non si vedevano.
- Orbi, applicazione, dignità e ricezione completano la lettura di ogni aspetto.